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Una nuova primavera per Sogno Cavese PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Aprile 2013 17:29

E' passata poco più di una settimana dalla fantastica giornata del 21 aprile, dal primo torneo “Il calcio è della gente!”. E' tempo di tracciare un primo bilancio di un evento fortemente voluto dalla nostra associazione, che in teoria doveva essere realizzato su più giornate, ma così non è stato a causa di problemi di natura organizzativa palesati dalla gran parte dei circoli didattici cavesi. Tuttavia, grazie alla disponibilità e all'impegno della professoressa Daniela Romano ed alla disponibilità di alcuni genitori, abbiamo potuto contare sulla partecipazione del 4° Circolo didattico.

Descrivervi la giornata di domenica è davvero impossibile, tant'è che in questi giorni abbiamo preferito far parlare le foto e i video che, concorderete, valgono più di tante parole. Sottolineiamo volentieri la presenza sempre gradita della Cooperativa Sociale “La Fenice”, presente con un proprio stand e che ha deliziato la platea, nei momenti prima della premiazione, con un bel momento musicale.

Facciamo i complimenti all'associazione AMPER, presente con una propria squadra al torneo e con una bella, numerosa e chiassosa “tifoseria” al seguito.

E proprio per la grande partecipazione, per il fair play dimostrato e per le tante bambine schierate in campo che una giuria appositamente formata per il Torneo ha decretato la vittoria della coppa “Pupainiello”, un trofeo speciale che affiancava le classiche premiazioni per i migliori classificati, per la squadra degli amperini.

Per la cronaca questa la classifica finale del torneo:

1° San Martino School

2° Dragoni

3° F.C. Santa Lucia

4° Amperini

Il torneo, quindi, oltre alla parte puramente sportiva ha visto anche momenti di confronto con la partecipazione speciale della dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Teodoro Gaza di San Giovanni a Piro, prof.ssa Maria De Biase, la protagonista oltre ogni aspettativa del mangiar sano a scuola.

Famoso sul web il video EcoMerenda, che sta muovendo la coscienza di un bel po' di persone sulla cattiva alimentazione dei nostri figli; ebbene i docenti, i genitori e i bambini presenti al torneo di domenica hanno potuto ascoltare dal vivo le parole e l'esperienza della De Biase, diventata famosa nonostante parli di una cosa semplice da realizzare, ma come lei stessa suggerisce “proprio perchè facile da realizzare la gente non la vuole fare”.

Insomma una bellissima giornata ben sintetizzata da un commento sul nostro profilo facebook di Maria Sorrentino:

“Dove ci sono i bambini c'è vita, c'è gioia! Per noi adulti è più quello che si riceve che quello che si dà!”

Non aggiungiamo altro anche perché è forte il desiderio di questa Associazione continuare a fari spenti su questa strada; una strada difficile da percorrere perché gli schemi imposti dall'alto e quelli inculcati nella testa della gente non vedono di buon occhio i nostri principi, ciò che noi siamo.

Parlare di calcio in un momento storico così difficile per la nota crisi economica che deprime la nostra società non è cosa semplice, ma ci offre, anche se per pochi istanti, la possibilità di rifugiarci nelle nostre passioni.

Tempo addietro attraverso la nostra pagina facebook è stato proposto un sondaggio, riproposto più dettagliatamente al Torneo, sulle motivazioni per le quali gli stadi italiani fossero sempre più vuoti; tutte le risposte, più o meno, individuavano le istituzioni e le proprietà sempre meno attente alle

esigenze dei tifosi, come parte fondamentale del problema di cui sopra. E’ sempre facile individuare negli altri il problema e difficilmente si ammette di essere il problema.

Negli ultimi anni in Italia si è intensificata la crisi per le società di calcio, e oltre alla nostra Cavese anche altre società hanno dovuto subire l’onta della non iscrizione prima, e del fallimento poi. I tifosi, quasi sempre, hanno reagito con orgoglio, ma poi, in quasi tutti i casi, sono rimasti schiavi del sistema.

E voi direte, giustamente, “e cosa bisognava fare?”

Il problema è “cosa non bisognava fare.” E certamente, non si doveva perdere l’unità, l’unica cosa che avrebbe resistito al logo, al marchio e al simbolo. Oggi, in molte piazze italiane, si assiste ad una serie infinita di messinscena della peggior specie, poiché in queste situazioni di debolezza delle tifoserie, hanno vita facile avventurieri, “riciclatori” e politici approfittatori. In situazioni del genere è facile che chi decide di operare per salvare un pizzico di dignità e amor patrio viene messo alla berlina ed eletto a capro espiatorio. E’ successo all’estero tanti anni fa, succede in Italia oggi. Quando poi, questi ultimi scompaiono dalla scena, i problemi non vanno via miracolosamente, gli stadi non si riempiono (anzi), l’unità non torna e la passione non è di tutti ma solo di una parte che, schiava del calcio moderno, la dà vinta al sistema.

Anche noi abbiamo voglia di avere un punto di riferimento domenicale, abbiamo l'esigenza di riconoscerci in una squadra di calcio, e purtroppo, come per tantissimi cavajuoli, la molla non è scattata. “Perché in molte piazze i gruppi si sciolgono, la gente non va più allo stadio, i titoli si scambiano al miglior offerente?”

E' solo una questione di marchio, di nome e di simboli?

 


Per le foto e i video del toreno "IL CALCIO E' DELLA GENTE" consulta la nostra pagina Facebook

http://www.facebook.com/sognocavese

 
1°Torneo "Il Calcio è della gente!" PDF Stampa E-mail
Martedì 16 Aprile 2013 18:01

 

Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro.

P P Pasolini

Il 1° torneo “il calcio è della gente” parte da un concetto basilare, semplice e naturale,  per cui  il gioco del calcio, quello vero, sia  praticato da chi  lo ama  e soprattutto ad essa destinato: la gente.

Per noi il calcio rappresenta un modo per abbattere le barriere tutte, dalle differenze sociali a quelle razziali o religiose. Un luogo, fisico ma non solo, dove potersi incontrare non togliendosi nemmeno la giacca o le scarpe da muratore, e iniziare una partita di pallone su un campo sterrato, o in mezzo alla strada. Dove i bambini che hanno meno possibilità di poter giocare, non siano per questo discriminati, anzi. Per noi, memori delle nostre infanzie, il gioco del calcio è soprattutto per loro. Ai tanti bambini, che vuoi per difficoltà familiari o per barriere sociali, non riescono, pur volendo, ad esprimersi con un tocco di palla insieme ad altri amici.

Siamo lieti, come associazione “Sogno Cavese” di presentare il primo torneo “il calcio è della gente”. Un momento di puro incontro che si serve del calcio. Un momento, speriamo il più spensierato possibile, e in fondo riconciliante con il gioco stesso.

 
Il cuore del gioco – La partecipazione dei supporters: una strada percorribile per il calcio, Roma 2 marzo 2013 PDF Stampa E-mail
Lunedì 25 Febbraio 2013 18:43

Supporters italiani si riuniranno a Roma sabato 2 marzo p.v., insieme a rappresentanti del calcio italiano, Supporters Direct Europe (SD Europe), Federación de Accionistas y Socios del Fútbol Español (FASFE, Spagna), Unsere Kurve (Germania) e alla Commissione Europea. Obiettivo: discutere una strada percorribile per il calcio, che metta i supporters al cuore del gioco.

L’evento si svolgerà al Radisson Blu.es Hotel (Via Filippo Turati 171), con inizio alle ore 9:30, con il patrocinio della Commissione Europea, nell’ambito delle Azioni Preparatorie nel Settore dello Sport.

In tempi recenti, supporters di tutto il Paese e di società sportive delle più diverse divisioni, hanno iniziato un percorso verso una rappresentazione democratica dei supporters nella proprietà e nelle strutture di governance delle rispettive società sportive, con l’obiettivo di preservare la loro esistenza. Il movimento dei gruppi di supporters che si associano democraticamente e senza scopo di lucro sta crescendo rapidamente in Italia, con il sostegno di SD Europe, l’organizzazione Europea che rappresenta associazioni e cooperative di tifosi di oltre 20 Paesi.

Sabato prossimo, questi supporters si confronteranno insieme per la prima volta con rappresentanti delle istituzioni calcistiche. Daranno il benvenuto Gianluca Monte, rappresentante dell’Unità Sport della Commissione Europea e Antonia Hagemann, responsabile delle attività di sviluppo europeo di Supporters Direct. Diego Riva, consulente legale di SD Europe, illustrerà la situazione italiana, e Pippo Russo presenterà il dibattito.

La discussione verterà sull’importanza del coinvolgimento democratico dei supporters nella società di calcio in Italia, alla presenza di alcuni significativi esponenti del calcio. Saranno presenti, tra gli altri, Marco Brunelli (Direttore Generale della Serie A) e Andrea Abodi (Presidente della Serie B), rappresentanti della Federazione Italiana Giuoco Calcio, e contribuiranno alla discussione anche gli interventi del FASFE, di Unsere Kurve e di Franco Vianello Moro (proveniente dall’esperienza del supporters trust Venezia United). Il dibattito sarà moderato dal giornalista Fulvio Paglialunga.

Terminato il dibattito (indicativamente verso 12:00) supporters e istituzioni proseguiranno nel confronto, condividendo esperienze, informazioni e obiettivi comuni per il futuro.

Il movimento che sta crescendo in Italia potrà trarre vantaggio dalla costituzione di un organismo nazionale dei gruppi di supporters italiani che sia la voce democratica e collettiva nelle materie che riguardano, i supporters, promuova corrette pratiche di gestione societaria e incoraggi la condivisione delle conoscenza e delle best practice tra i vari gruppi di supporters. Tali gruppi porteranno le proprie diverse esperienze e tutti sono aperti a condividere i propri percorsi in maniera aperta e costruttiva.

L’evento di sabato 2 marzo a Roma è uno dei sei eventi che si svolgono in tutta Europa durante questa stagione sportiva, nel contesto del progetto “Migliorare la governance del calcio attraverso il coinvolgimento dei supporters e la community ownership”, coordinato da SD Europe e finanziato dalla Commissione Europea. Si sono già svolti gli eventi in Irlanda, Spagna e Portogallo, e tutti e tre gli eventi hanno registrato un positivo dialogo tra supporters, istituzioni sportive e governi nazionali.

Oltre all’evento del 2 marzo, il progetto includerà la preparazione di un manuale pratico che fornirà un’importante risorsa per futuri gruppi di supporters italiani.

NOI CI SAREMO......

 

 
Befana alla casa famiglia di Passiano PDF Stampa E-mail
Lunedì 21 Gennaio 2013 21:23

Anche se in ritardo è arrivata la Befana

La scorsa settimana, dopo un rinvio per motivi logistici, siamo riusciti con grande gioia a consegnare i nostri regali alla casa famiglia di Passiano.

Che accoglienza!

All’inizio un po’ di imbarazzo, da parte nostra ovviamente, causa la nostra impreparazione ad incontrare queste persone e questi luoghi. Poi subito dopo, il sorriso e la semplicità di chi ci ha accolto, suore, bambini e mamme, hanno dissolto il nostro indugio. Lo spirito e il calore ci hanno avvolto inevitabilmente.

Abbiamo subito capito quale attesa era stata vissuta internamente a quella Famiglia. Infatti ciò che era stato preannunciato come aperitivo, si trattava in realtà di un buffet "rinforzato", preparato con le sapienti mani delle suore e delle ragazze più grandi, tutto manufatto proprio. Il segnale era Vi stavamo aspettando".

I nostri doni, i vostri doni, sono stati molto apprezzati. I ringraziamenti sono stati infiniti, mai scontati e finti. In realtà quando il vice-Presidente ha terminato la partita di calcio-balilla con i ragazzini e ci siamo congedati con molto affetto, avremmo dovuto dire che siamo noi a ringraziare loro, poiché i doni che abbiamo consegnato sono poca cosa rispetto a quanto il nostro animo ha ricevuto da queste persone. Ieri sera chi si è arricchito siamo stati noi, con la speranza di aver contribuito, anche con poco, allo sforzo costante compiuto dalle suore e supportate quotidianamente dall'amico Carmine D’Amico.

Questo è il breve resoconto di una bella serata. Il cammino intrapreso sul territorio ci dovrà portare sempre più vicino a queste realtà. Le prossime iniziative, infatti, si rivolgeranno soprattutto ad un target che oggi vive con difficoltà la crisi economica e sociale che stiamo attraversando. Lo faremo attraverso l’amore per il calcio, perché il calcio deve unire e non allontanare.

 
Non rompeteci il pallone PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Gennaio 2013 22:05

di Oliviero Beha (Il Fatto Quotidiano).

Domenica sera nessun gol a Marassi, tra Sampdoria e Milan, e invece, in contemporanea su Rai3, gragnuola di gol giornalistici nell'inchiesta di Presadiretta di Iacona su calcio e 'ndrangheta. Inchiesta che ci ha illustrato oltre ogni ragionevole dubbio come il pallone sia - in questo caso in Calabria, ma direi ovunque con le debite differenze di intensità mafiosa e di modi - una formidabile leva sociale, economica e quindi politica di malaffare.

E ambientalmente di malessere per tutto l'ecosistema pallonaro che si intreccia con il sistema-Paese. L'avrete letto qui tante volte, fino alla noia. Per la serata domenicale di Rai3, con un pubblico abituato alla Gabanelli e appunto a Iacona, quindi presumibilmente acculturato e politicizzato, un'inchiesta su tale tema era invece una novità.

Premiata dagli ascolti? Macché, un piccolo 6 per cento di share, la metà del solito, e l'ennesima dimostrazione nel tempo e nei palinsesti che il calcio sembra interessare solo per la sua parte emersa e spettacolare (diciamo a volte spettacolare), per il tifo, per i simboli, le metafore, la retorica della fede, della messa, della guerra e vai col tango.

È una gigantesca corsa alla rimozione per non guastarsi il rito collettivo, è l'equivalente aggiornato e sempre più triste del "non mi levate anche il pallone...". Questo non significa che, se indotto a ragionare, anche il popolo tifoso non si renda, magari faticosamente, conto della gigantesca presa dei fondelli da parte dei Signori del Pallone, che difendono il loro Reame Rotondocratico facendosi e

disfacendosi le regole a loro piacimento.

Ma se ci riesce, il popolino storna i cattivi pensieri e invece che dedicarsi a un rinascimento pallonaro preferisce prendersela con il singolo arbitro se reo sospetto di qualche favoritismo

(pensate all'arbitraggio di Lazio-Atalanta, con il mani di Floccari commovente e tutti gli omini gialli del direttorio arbitrale che han fatto finta di non vedere; oppure a quel Romeo di Udinese-Fiorentina che ha letteralmente capovolto le sorti della partita). Insomma, il calcio malatissimo alla fine sta

bene a (quasi) tutti così, e non ci sono inchieste che tengano.

Non è bastato il serial ancora in corso del calcio-scommesse, che ridurrà sicuramente in cenere quell'avanzo di credibilità delle partite come è accaduto con l'ippica o la boxe. Non è bastata

la trilogia delle Procure, tra Cremona, Bari e Napoli, con sentenze distribuite diacronica-mente in modo inconsulto e contraddittorio, per cui è una specie di lotteria: quando vieni giudicato?

E se ritenuto colpevole quando sconterai la tua penalizzazione? E la classifica virtuale che classifica reale è, essendo abituati ormai da tempo a stagioni segnate da asterischi profusi vicino ai nomi

delle squadre? Mauri, capitano della Lazio anti-Juventus oggi in grande spolvero con il latinorum di Lotito, c'entra oppure no con lo scandalo?

E Il Napoli riavrà i 2 punti di penalizzazione per una responsabilità oggettiva che è un istituto più antico - che so - di quello delle Orsoline? E Conte, sotto il cui naso è passato di tutto a giudicare da ciò che esce "con grande dispiacere" sulla stampa per motivi analoghi al rifiuto nei confronti dello Iacona da stadio ? Conte è un derviscio della sfera, un distratto, un timido o un superbo Mazzarino?

Ci dica lui se trova tutto l'insieme "agghiacciante", una congiura contro, oppure semplicemente (come penso io) una "normale" fotografia dell'attuale drink calcio-delinquenza-Italia, miscelato bene e versato in calici adeguati così che venga assunto "fino alla feccia". Non è bastato lo scempio della

giustizia sportiva che se è possibile in questi anni ha fatto in un certo senso più danni di chi doveva indagare, processare e punire (giacché se la guardia è più dubbia del ladro è tutto il sistema che va a farsi benedire) o almeno ne ha completato l'infausta opera?

Eppure all'indomani del flop-Iacona, e mentre filtrano o addirittura grondano le notizie sugli scandali tra una Procura e l'altra, viene rieletto con il 94% dei consensi presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, che fino a subito prima e da subito dopo le sue annose rielezioni subisce spernacchiamenti a non finire: non c'è nessun altro, è la spiegazione a tale suffragio più uzbeko che bulgaro, non c'è alcuna dialettica, nessun altro candidato, c'è sempre e solo lui dal 2006 e Calciopoli

perché essendo così debole fa l'effetto del Libano prima delle guerre intestine. Era la Svizzera del medio-oriente, abbiamo visto come è finita.

Ma per ora i capataz della Lega di Serie A, mandanti di tutto, di Abete, della (in)giustizia sportiva, degli arbitri, preferiscono tenere a bagnomaria l'alberello Giancarlo protetto da un sistema di potere che riguarda l'Italia, non solo il calcio italiano. E la prima dichiarazione di Abete, dopo una domenica di ignobile teppismo questa volta a Parma da parte di ultras juventini, è: "Il calcio non rappresenta i mali del Paese", ergo "sta meglio del Paese".

Si dimentica di dire quello che dovrebbe far comodo a tutti i poteri forti o marci che siano che il calcio funzionasse bene, come arma oppiacea di distrazione di massa mentre l'Italia sprofonda. Ma

non è così. Perché? Perché il calcio in realtà è guidato dagli stessi burattinai del sistema-Paese, e quindi entrambi i sistemi vanno male. Ma come si diceva non c'è alcuna reazione dell'opinione pubblica, perché almeno in questo non ha opinione e difende una ricreazione di massa che va alla deriva come il resto che dovrebbe esorcizzare

 
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