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Le prestazioni dell'Aquilotto Cavese iniziano quasi a non fare più notizia ma la missione della “De Leo band” è quella di tenere viva l'attenzione. La trasferta di Gromola ci consegna altre perle da custodire nel cassetto dei ricordi, con gol di pregevole fattura che dimostrano, semmai ci fossero dubbi, che quando si gonfia la rete si prova la stessa sensazione dalla A alla Terza categoria. Dopo aver deliziato la platea del giovedì con giocate di altri livelli, con il malcapitato Borgonuovo si è vista la migliore A. Cavese della stagione in formato trasferta, realizzando undici reti lontano da casa.
Ora l'appuntamento per tutti è al “Lamberti” (Domenica, ore 14.30, ingresso libero lato tribuna) per essere sempre più vicini a questa squadra, lasciando da parte qualsiasi scusa che vi tenga lontano dai nostri ragazzi, dai vostri ragazzi. Ritrovare l'entusiasmo. E’ tosta.
Se vendessero l'entusiasmo al mercato, sarebbe il primo acquisto di ogni tifoso cavese. Non resta che affidarci a chi ha ancora qualcosa da dare…
Uno di questi è Riccardo Tanimi, che in settimana, attraverso un famoso social network, ha mandato un messaggio a tutta la tifoseria: “Salve ragazzi, è il Presidente che scrive. Voglio ricordare all'essere umano che per costruire un palazzo, bisogna cominciare dalle fondamenta, non dalla camera da letto. Noi abbiamo iniziato i lavori quest'anno, la ditta che esegue i lavori è l'Aquilotto Cavese, prossimamente spero che altre ditte ci daranno una mano, questo palazzo una volta finito si chiamerà S.S. Cavese 1919”.
Senza storcere troppo il naso ora c'è poco da fare, la speranza è che la pratica che porta al fallimento della sopracitata sia il più veloce possibile e che il futuro non ci riservi nuove amarezze. L'auspicio è trovare altri “Tanimi”, pronti a sfidare il calcio dei potenti, il calcio degli interessi personali e portare un nuovo modello. O forse meglio, un modello vecchio: quello della semplicità del gioco più bello del mondo. “Semplicità” è stato anche il leit motiv delle due serate in memoria di Antonio Desiderio, meglio conosciuto come “Pupainiello”. Ritrovare i simboli di questa Città deve essere uno dei punti di forza di Sogno Cavese e per questo ringraziamo il figlio, Basilio, per la passione che mette nel trasmettere i messaggi del grande “Pupainiello”. E chi l'avrebbe mai detto che a metà degli anni '80 il buon Antonio già denunciava, nei confronti dei potenti di turno, la futura crisi che avrebbe investito sia l'economia sia il mondo del calcio. Diceva che i calciatori italiani erano talmente tanti che avremmo dovuto noi mandarli all'estero e non viceversa, come puntualmente è avvenuto. La grande illusione sta per terminare, caro Pupainiello.
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